Schede Faini

Il Ce.Doc. ha portato a termine nel novembre 2011 la catalogazione informatica su database di oltre 8.000 schede riguardanti, in particolare, il movimento cattolico bresciano dal 1848 al 1995. Tali schede – che riportano notizie pubblicate su alcuni periodici bresciani (tra i quali «La Provincia di Brescia», «La Sentinella bresciana», «Il Cittadino di Brescia» e «Il Popolo di Brescia») – contengono data, fonte (o fonti) da cui sono state tratte le notizie, persone interessate all’avvenimento, descrizione dell’avvenimento stesso e numero di catalogazione. Al momento della riproposizione su database è stata effettuata una breve, ma esaustiva, sintesi del contenuto della scheda.

Le schede, redatte con rigore nel corso degli anni da Mario Faini, direttore del Ce.Doc. per oltre un ventennio, parlano, tra l’altro, di guerre (da quella di Libia a quella del Golfo); di elezioni amministrative (come quelle del 1948 e quelle del 1975, con l’elezione a sindaci di Brescia rispettivamente di Bruno Boni e Cesare Trebeschi); degli incontri con autorevoli personalità politiche, come Alcide De Gasperi, che in piazza Loggia, il 19 marzo 1948, tra l’altro, dice: “Io non mi spavento delle bandiere rosse. Se gli avversari spiegano la loro bandiera e si battono per il loro ideale, io li rispetto. Ma domando per me la stessa libertà”; o l’onorevole Enrico Berlinguer, che nel febbraio del 1954, quando era segretario dei giovani comunisti, celebrò al cinema Brixia il 33° anniversario della Fgci con un discorso sul tema I giovani comunisti e i giovani di Azione Cattolica possono lavorare insieme per rinnovare l’Italia; dell’opera di politici “locali”, come l’on. Longinotti, che insieme ad altri diede vita a partire dal 1901 alle leghe bianche e alle unioni cattoliche del lavoro, capeggiando gli scioperi e le lotte per i primi patti agrari della bassa bresciana; di religiosi come padre Bevilacqua, che con il suo apostolato spirituale, culturale e pedagogico esercitò un notevole influsso nel mondo cattolico bresciano, e non solo, in particolare nei difficili anni della dittatura fascista e in quelli della ricostruzione post-bellica; della costituzione, il 12 giugno 1950, a Brescia della Cisl (indimenticabili le figure dei segretari Angelo Gitti e Carlo Albini) e delle Acli, sorte queste ultime all’indomani della Liberazione, dopo essere state preparate, nel periodo immediatamente precedente, in una serie di incontri intercorsi tra l’avv. Lodovico Montini (reduce da un viaggio clandestino a Roma già liberata), mons. Giuseppe Almici e altri esponenti della resistenza cattolica che andavano predisponendo le linee e gli strumenti dell’iniziativa dei cattolici bresciani nella ripresa democratica post-bellica.

Altre schede riportano poi fatti e avvenimenti di costume che, ai nostri giorni, possono suscitare incredulità. Come i vari duelli alla spada sostenuti dall’on. Marziale Ducos nel 1909 con il conte Roberto Corniani e il 28 aprile 1924 con l’on. Augusto Turati nel parco della Villa Caprioli di Sale di Gussago, in seguito ad una vivace polemica per ragioni di preferenze elettorali. Che dire poi della notizia, riportata nella scheda del 24 maggio 1882, della denuncia alle autorità ecclesiastiche, da parte del conte Lurani, di don Davide Albertario, visto a Torino in un bar fare colazione con cioccolato e crostini e poi recarsi a celebrare la messa? (Il sacerdote venne condannato dal Tribunale Ecclesiastico di Milano per infrazione del digiuno…).